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RAID "Sulle rotte della speranza”

“Sulle rotte della speranza”

 

24 giorni di navigazione a bordo di un battello Nuova Jolly Prince 28 Cabin Sport motorizzato con il supertecnologico Suzuki DF250AP

 

Il Raid “Sulle rotte della speranza” è stato portato a termine con successo dal raider Giovanni Bracco, che grazie all’affidabilità del mezzo e del motore utilizzato ha potuto rispettare tutte le tappe in programma.

 

Lo scorso 4 giugno, presso il Club del Gommone di Milano, l’iniziativa è stata illustrata dal presidente del club Virginio Gandini con il responsabile Suzuki Marine Italia Paolo Ilariuzzi, il titolare di Nuova Jolly Teo Aiello, il designer di Officine GP Design Luca Pozzato e Pierpaolo Bellina, direttore responsabile della rivista Il Gommone e la nautica per tutti. Un’iniziativa che ha stimolato tutti i coinvolti per lo spirito d’avventura che è in grado di esprimere, ma soprattutto per il messaggio espresso dal raider piemontese toccando i porti del Mediterraneo maggiormente interessati dal fenomeno delle migrazioni via mare. E non è tutto, perché uno degli obiettivi di questo lungo e impegnativo raid era anche quello di trovare il famoso Banco Skerki, un rialzo di fondale fino a -30 cm sul livello del mare situato al centro del Canale di Sicilia.

 

Come ogni altra circostanza simile, alle quali Suzuki prende parte volentieri fornendo i suoi motori e il suo supporto tecnico, anche il raid “Sulle rotte della speranza” si è rivelato un’importante fonte di informazioni tecniche e di verifiche dell’affidabilità di uno dei modelli di punta della gamma Suzuki, il DF250AP. Il raider e il suo amico che lo ha accompagnato per parte di questo lungo viaggio, hanno infatti raccolto numerosi dati tecnici e soprattutto hanno riportato con motivato piacere l’elevata affidabilità del motore Suzuki, grazie al quale senza sorprese hanno potuto navigare per 2.845 miglia totali alla velocità media di 18,6 nodi.

 

Dopo la partenza da Genova Pegli il giorno 11 luglio scorso, Bracco ha fatto rotta su Marina di San Vincenzo dove ha potuto esporre il suo battello Nuova Jolly Prince 28 Cabin Sport in occasione della manifestazione organizzata dall’agenzia Tuscany SEA LIFE con la collaborazione di Suzuki Marine Italia, nautica Acquasport, il cantiere Nuova Jolly, Novacar e Marina di San Vincenzo. In tale circostanza gli appassionati hanno potuto ammirare e provare numerose imbarcazioni esposte. In bella mostra anche il battello del raid con il particolare trattamento al  motore realizzato dalla GP Design di Torino, grazie al quale per mezzo di una speciale vernice il DF250AP nelle ore notturne diviene luminescente.

Dopo questa sosta, il 14 luglio il raider ha ripreso la sua rotta e si è diretto verso la Sardegna, per poi proseguire verso Marsala dove l’amico di Bracco, Gianni Iengo, è salito a bordo per raggiungere insieme il primo obiettivo del raid, il Banco Skerki. Dopo aver individuato e apprezzato dal vivo questo particolare punto del Mediterraneo la rotta impostata ha portato i nostri raider a Monastir e poi Sfax, nella zona meridionale della Tunisia, da dove tante “barche della speranza” hanno mollato gli ormeggi con il loro carico umano in cerca di una vita migliore. Proseguendo sulla rotta delle migrazioni il battello si è diretto nei porti di Lampedusa, Malta e Pozzallo, dove ad attendere i raider c’erano il Sindaco e il Presidente della locale Sezione della Lega Navale. L’ultima tappa siciliana del raid è stata a Marina di Ragusa, dove i raider hanno preso parte alla V edizione della manifestazione “Vieni a mare con noi” dedicata ai ragazzi Down e organizzata dal circolo nautico Cava D’Aliga.

 

Da Ragusa Bracco ha ricominciato il suo raid in solitaria e si è diretto a Roccella Jonica, Crotone e poi con una lunga tappa a Corfù, a poche miglia dal confine meridionale albanese da dove il fenomeno migratorio è stato in passato al centro delle cronache. L’ultima tappa ufficiale del raid è stato il porto di Shengjin lungo le coste albanesi, ma il viaggio in realtà non è finito per il raider che da qui, sempre via mare, ha fatto rientro a Genova passando per Otranto, Crotone, Roccella Jonica, Bagnara Calabra, Maratea, Sperlonga e infine Talamone.

 

Un raid importante per il contenuto umanitario rivolto al fenomeno migratorio che interessa il Mediterraneo, ma anche utile per raccogliere dati tecnici sulle attrezzature utilizzate e poterne confermare l’affidabilità.

 

Il commento di Giovanni Bracco aiuta a capire le motivazioni a monte dell’impresa e i riscontri ottenuti: “Con il mio amico Gianni Iengo abbiamo pensato e portato a termine questo raid per noi molto importante, con il quale volevamo evidenziare la barbarie del traffico umano che interessa il Mediterraneo. Ci siamo riusciti grazie alle aziende che hanno creduto nei nostri intenti e anche grazie al risalto che l’impresa ha saputo generare presso la stampa. Dobbiamo molto a Suzuki Italia, perché grazie alla sua volontà di offrire ai propri clienti standard di sicurezza e affidabilità molto elevati, investe risorse in questo genere di manifestazioni. Un raid come questo è un banco di prova molto importante, abbiamo stressato tutto quello che avevamo a disposizione in modo sicuramente non comune. Il motore che abbiamo utilizzato, il DF250AP, ci ha entusiasmato per la capacità di spingere un battello di 8 metri semicabinato a velocità medie decisamente elevate e con consumi di assoluto riferimento nella categoria. A tutto questo dobbiamo aggiungere l’affidabilità, abbiamo navigato per 24 giorni senza riscontrare un solo inconveniente. Un elemento decisivo per la riuscita del raid, perché navigavamo a medie sostenute per onorare tutti i nostri appuntamenti e un fermo tecnico avrebbe compromesso il programma. Indubbiamente abbiamo riportato a casa anche tanti dati tecnici che Suzuki Marine potrà utilizzare, come per esempio gli straordinari consumi che abbiamo registrato con una media oraria di 27,712 litri/h, il tutto alla velocità media di 18,6 nodi e su un battello importante per dimensioni e peso. Ringraziamo tutte le aziende che hanno creduto nella nostra iniziativa e ci hanno supportato per portarla a compimento; sono stati 24 giorni importanti per il messaggio che volevamo trasmettere e l’esserci riusciti senza problemi particolari è stato molto gratificante”.

 

Paolo Ilariuzzi, responsabile commerciale di Suzuki Italia conclude dicendo: “Suzuki è da sempre lieta di accompagnare Giovanni in ogni suo raid, raccogliendo la sfida di mettere a disposizione un nostro motore a chi non può rischiare di avere il minimo imprevisto durante una rotta così impegnativa. Le oltre 2.800 miglia percorse, toccando Paesi ricchi di fascino e dai paesaggi straordinari, ci hanno permesso di vivere l’esperienza del raid attraverso i racconti e le immagini che Giovanni ha voluto condividere con noi nel corso della sua esperienza”.

 

I NUMERI DEL RAID

Giorni effettivi di navigazione: 24

Ore totali di navigazione: 153

Miglia totali: 2.845

Velocità media complessiva: 18,6 nodi

Consumo complessivo: litri 4.240

Consumo medio per miglio: litri 1,49

Consumo orario medio: 27,71 l/h

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